La chiropratica (dal greco cheir, mano e praxis, azione) è una pratica che dichiara come obiettivo il mantenimento e il ristabilimento della salute dell'uomo, passando dalla diagnosi, il trattamento e la prevenzione delle sue deficienze funzionali concentrando la sua azione sull'integrità del sistema nervoso, assumendo che esso controlli tutti gli altri sistemi del corpo umano e portando una particolare attenzione alla colonna vertebrale che lo contiene, nel presupposto, in particolare, che le disfunzioni del midollo spinale possano interferire con quella che definiscono l'innata capacità del corpo di guarire da sé (intelligenza innata).
La chiropratica è considerata nella maggioranza delle nazioni una medicina alternativa, definizione contestata da molti chiropratici. La chiropratica enfatizza la manipolazione (inclusa la manipolazione spinale) e include un'opera di consulenza sugli "stili di vita". (http://it.wikipedia.org/wiki/Chiropratica)

La chiropratica è uno dei metodi di cura naturale più diffuso al mondo, terza professione sanitaria negli Stati Uniti per numero di praticanti. Si concentra sul trattare le cause che provocano i problemi fisici invece di trattare i sintomi. La chiropratica si basa su un assunto molto semplice: problemi strutturali del corpo, particolarmente problemi che implicano la colonna spinale, possono generare disfunzioni alla funzionalità del corpo, specialmente al sistema nervoso.

Secondo la definizione dell’Unione Europea dei Chiropratici: “La chiropratica si occupa della diagnosi, il trattamento, la profilassi e la riabilitazione delle sindromi dolorose e disfunzioni dovute a lesioni che colpiscono il sistema motorio del corpo umano, così come le loro conseguenze biomeccaniche e neurofisiologiche”. (ECU 1991)

Essa cura alcune patologie con specifiche manovre (aggiustamenti) sulle vertebre e su altre strutture osteoarticolari; infatti, in questa disciplina, si concentra l’attenzione alla meccanica della colonna vertebrale e le relazioni con le funzioni neurologiche, muscolari e vascolari. Lo scopo è la rimozione delle cause meccaniche all’origine dei disturbi. La chiropratica è indicata per torcicollo, disturbi del complesso collo-spalla-braccio, dolori di schiena, lombalgie, sciatica, dolori alle articolazioni sacroiliache, alcuni tipi di cefalea ecc. Può invece essere controindicata in ernie del disco di una certa gravità. Infatti, essendo un fatto tipicamente meccanico, non può sostituire la terapia chirurgica.
Partendo da osservazioni strutturali e funzionali, il terapeuta fornisce soltanto lo stimolo affinché sia l’organismo stesso a reagire e a ripristinare il suo stato di salute. Essendo, però, il suo campo d’azione ben definito, si può tracciare il principio su cui si basa e cioè le cause remote di alcuni dei disturbi sovraelencati.
Innanzitutto, in seguito a traumi, posture scorrette o altro, ogni vertebra può perdere la sua normale posizione rispetto a quelle adiacenti e questo spostamento, per ragioni anatomiche, determina un restringimento del foro intervertebrale. A sua volta, questo restringimento provoca una irritazione delle strutture che lo attraversano come le radici nervose le quali subiscono una alterazione della conduttività che, a lungo andare, provoca una variazione dell’innervazione del distretto relativo ( nel caso si tratti di un organo, produce una variazione funzionale ). La perdita permanente della posizione di una vertebra, nella Chiropratica, viene definita “sublussazione” e influenza l’apparato legamentoso e i dischi intervertebrali, causando buona parte della sintomatologia. Il dolore che ne consegue, può causare contrazioni muscolari antalgiche che favoriscono lo stabilizzarsi delle sublussazioni e del dolore. La correzione, anche parziale, della sublussazione rimuove lo stimolo irritativo ripristinando il normale funzionamento della struttura, con immediata scomparsa della tensione muscolare e, di conseguenza, del dolore.


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